A chi è rivolto il servizio

  • Alle persone ipovedenti a seguito di patologie primitive e secondarie, congenite e non, genetiche, organiche e funzionali (ad es. ambliopie funzionali o di tipo patologico, maculopatie su base ereditaria o senile , albinismo, nistagmo, emianopsia, traumi cranici).
  • A chi voglia aumentare la visione post-chirurgica (ad es. cataratta).
  • A chi voglia migliorare la visione causata da disturbi visivi di tipo refrattivo (ad es. miopie, presbiopie lievi).
  • A chi voglia ridurre i disturbi dell'apprendimento su base visiva, visuo-attentiva o visuomotoria (ad es. la dislessia evolutiva diseidetica e o l'inefficiente coordinazione oculomatoria).
  • A chi, come gli anziani, presenta disturbi oculomotori, visivi e visuo-attentivi anche con visione corretta.
  • Agli sportivi che vogliono potenziare la loro visione statica e dinamica, centrale e periferica, o più in generale le proprie performance visive.

Le modalità di intervento vengono differenziate sulla base della fascia d'età colpita:

  • In età evolutiva i disturbi visivi, se opportunamente diagnosticati e corretti, possono prevenire disturbi più importanti di apprendimento (la lettura, quali riconoscimento e sequenza dei grafemi o inadeguato controllo dei movimenti oculari nella lettura di testi; abilità matematiche, quali difficoltà ad allineare i numeri in colonna, errata lettura del segno matematico o di altri indici; ecc..).
  • In età avanzata la possibilità di tempestivi interventi rieducativi può migliorare la qualità di interazione visione e ambiente, oltre che suggerire strategie e strumenti per incentivarne l'autonomia.