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Allenare la mente per riequilibrare lo stress

Uno studio padovano svela i legami tra stimolazione cognitiva e ormoni dello stress negli anziani con decadimento cognitivo

Un nuovo studio coordinato da Maria Devita del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova, in collaborazione con la Clinica Geriatrica del Dipartimento di Medicina, diretta dal prof. Giuseppe Sergi, e l’Università di Urbino, Prof.ssa Michela Sarlo, rivela che l’allenamento cognitivo può influenzare positivamente la regolazione ormonale dello stress negli anziani con lieve compromissione cognitiva o disturbo neurocognitivo lieve-moderato. Lo studio, pubblicato sul Journal of Gerontology: Psychological Sciences, ha esaminato il ritmo circadiano del cortisolo, un indicatore chiave della funzionalità dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), coinvolto nella risposta allo stress. Gli anziani con decadimento cognitivo spesso mostrano un profilo di cortisolo alterato, con livelli eccessivamente alti al risveglio o nel pomeriggio, segnale di una disregolazione cronica dell’asse dello stress. Dopo un periodo di stimolazione cognitiva intensiva, i partecipanti hanno mostrato una riduzione significativa dei livelli di cortisolo, soprattutto nelle ore pomeridiane, e un miglioramento nelle prestazioni cognitive, in particolare nelle funzioni esecutive e nella memoria di lavoro. Questo suggerisce che l’attività mentale stimolante non solo rafforza i circuiti cerebrali implicati nella cognizione, ma può anche modulare meccanismi neuroendocrini, migliorando la resilienza fisiologica allo stress. I ricercatori ipotizzano che tali benefici derivino da una maggiore plasticità neuronale e da una normalizzazione del ritmo circadiano, con un impatto positivo sul tono dell’umore e sull’efficienza cognitiva quotidiana. Il legame tra funzioni cognitive e regolazione ormonale rappresenta un campo emergente nella neuropsicologia dell’invecchiamento e apre la strada a interventi non farmacologici integrati, che uniscono stimolazione cognitiva, monitoraggio biologico e approcci di promozione del benessere.

Link all’articolo: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41507065/