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La sicurezza 'sta nei numeri' anche per le meduse? Evidenze di comportamento non-sociale nella medusa quadrifoglio

Molti animali tendono a stare insieme quando esplorano luoghi nuovi e sconosciuti. Restare in gruppo - un fenomeno noto come “safety in numbers” - può ridurre il rischio di predazione. Dal momento che in natura le meduse vengono spesso osservate mentre si spostano in grandi ammassi, il professor Christian Agrillo e la dottoressa Alessandra Pecunioso si sono chiesti se anch’esse, in situazioni nuove, cerchino attivamente la compagnia dei propri conspecifici. Per verificarlo, gli studiosi hanno osservato esemplari di medusa quadrifoglio (genere Aurelia) inseriti in un ambiente nuovo, nel quale potevano scegliere se restare vicini a un’altra medusa oppure allontanarsi. I risultati sono stati sorprendenti: invece di avvicinarsi, come osservato in molti altri animali, le meduse si sono mantenute a distanza dai compagni. Questo suggerisce che, quando si trovano in un ambiente sconosciuto, le meduse non mostrano un comportamento sociale comparabile a quello di molte altre specie. Perché allora in mare aperto vengono spesso osservate in grandi aggregazioni? Lo studio suggerisce che questi ammassi non derivino da un’attrazione sociale, ma piuttosto da fattori ambientali già documentati in letteratura - come correnti, temperatura dell’acqua o disponibilità di cibo - che convogliano molti individui nella stessa zona.

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