Il lato oscuro della simmetria
La simmetria ci piace davvero sempre? Verrebbe da pensare di sì: è ordinata, regolare, rassicurante. E infatti, in molti casi, è proprio così. Ma quando si passa dalle forme astratte alle immagini del mondo reale, le cose si complicano.
In un recente studio abbiamo indagato come la simmetria influenzi il giudizio estetico in diversi tipi di immagini, tra cui forme astratte, fiori, volti e paesaggi. Il risultato principale è chiaro: la simmetria non ha un effetto universale. Se nelle forme astratte tende ad aumentare l’apprezzamento estetico, nei paesaggi può addirittura fare il contrario. In altre parole, un paesaggio reso artificialmente più simmetrico non viene necessariamente percepito come più bello - anzi, può sembrare meno naturale e quindi meno piacevole.
Questo suggerisce che la nostra esperienza estetica nasce dall’incontro tra più fattori: non solo ordine visivo e regolarità, ma anche naturalezza, familiarità e aspettative su come dovrebbe apparire il mondo che ci circonda.
Il dato interessante è che la simmetria continua comunque ad avere un suo fascino “di fondo”. Anche quando le persone dichiarano di preferire immagini meno simmetriche, a un livello più automatico la simmetria resta associata a qualcosa di positivo.
In sintesi, la simmetria conta, ma non basta da sola a rendere qualcosa bello. E soprattutto, non funziona sempre allo stesso modo: dipende da che cosa stiamo guardando.
Roccato, M., Contemori, G., Campana, G., & Bertamini, M. (2024). Explicit and Implicit Preference for Symmetry Across Object Categories. Symmetry, 16(11), 1478
https://www.mdpi.com/2073-8994/16/11/1478


