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Progetto VITA: un programma innovativo per promuovere la connessione sociale e il benessere nelle persone anziane
Valentina Rossi, Ombretta Gaggi, Sabrina Cipolletta
L’isolamento sociale e la solitudine rappresentano alcune delle principali sfide legate all’invecchiamento, con profonde ripercussioni sulla salute, sulla qualità della vita e sul benessere psicologico. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una persona anziana su quattro nel mondo sperimenta una condizione di isolamento sociale, che costituisce non solo una fonte di sofferenza, ma anche un importante fattore di rischio per il declino fisico e cognitivo. L’invecchiamento attivo viene pertanto concepito sempre più non semplicemente come prevenzione della malattia, ma come capacità di rimanere coinvolti, connessi e attivi all’interno della propria comunità, coltivando relazioni e opportunità in grado di promuovere resilienza e vitalità.
Il presente progetto di ricerca è condotto in collaborazione con la prof.ssa Ombretta Gaggi del Dipartimento di Matematica, nell’ambito del corso di dottorato in Brain, Mind and Computer Science. Il progetto VITA (Vicini, Inclusi, Tecnologici, Attivi) nasce con l’obiettivo di rispondere a questa urgente sfida di salute pubblica, promuovendo la connessione sociale e la partecipazione attiva nella terza età. Il progetto integra attività settimanali di gruppo, realizzate in spazi comunitari familiari e facilmente accessibili, con il supporto di un’applicazione mobile appositamente progettata per facilitare e sostenere le interazioni sociali in presenza. A differenza dei tradizionali interventi digitali, che spesso rischiano di sostituire il contatto diretto, l’applicazione sviluppata nell’ambito del progetto svolge una funzione complementare, facilitando la possibilità di entrare in contatto con altre persone, conoscere risorse e opportunità presenti sul territorio e mantenere nel tempo la partecipazione alle attività. Alla base del progetto vi è il principio della co-progettazione (co-design). Le persone anziane non sono considerate esclusivamente partecipanti, ma contribuiscono attivamente alla definizione dell’intervento, prendendo parte direttamente allo sviluppo sia delle attività di gruppo sia dell’applicazione digitale. In questo modo, il progetto VITA non si limita a creare opportunità di interazione sociale diretta e di sviluppo di nuove relazioni, ma sostiene anche le persone anziane nell’avvicinarsi agli strumenti digitali con maggiore sicurezza e autonomia. I benefici attesi comprendono un aumento delle relazioni sociali, una riduzione della solitudine, un miglioramento dell’umore e un rafforzamento dei legami interpersonali, oltre a una maggiore comprensione del modo in cui la tecnologia può contribuire all’invecchiamento attivo, al benessere psicologico e alla qualità della vita nella popolazione anziana.
Affrontare l’isolamento sociale e la solitudine e promuovere il benessere psicologico nei giovani adulti
Sabrina Cipolletta, Silvia C. M. Tomaino, Elisabetta Venier & Ilaria Tedoldi
Un’ampia letteratura sull’isolamento sociale e sulla solitudine tra i giovani evidenzia come queste condizioni possano influire negativamente sulla salute fisica e psicologica, aumentando il rischio di sviluppare, nel corso della vita, problemi di salute associati alla solitudine. Ad oggi, soprattutto dopo i due anni di pandemia da COVID-19, la situazione relativa alla solitudine e alla fragilità psicologica tra i giovani è diventata ancora più urgente da affrontare, in particolare nelle popolazioni maggiormente a rischio, come quella degli studenti internazionali. Questa popolazione, infatti, riferisce di essere esposta a maggiori forme di esclusione sociale, discriminazione, stigma, difficoltà di adattamento culturale e ad altre problematiche rispetto ai propri coetanei. Tali condizioni possono aggravare la solitudine e avere un impatto negativo sulla salute psicologica e fisica. PsyMed ha avviato diversi progetti di ricerca sull’isolamento sociale e sulla solitudine, in collaborazione con associazioni e altri stakeholder attivi in questo ambito. Di seguito sono presentati due di questi progetti.
1. Solitudine, isolamento sociale e benessere psicologico tra gli studenti universitari dopo la pandemia da COVID-19: uno studio trasversale
Questo progetto mira a esplorare e valutare il benessere psicosociale, le abitudini sociali e la qualità della vita degli studenti universitari dell’Università degli Studi di Padova, sia italiani sia internazionali. I dati sono stati raccolti attraverso un questionario online, appositamente elaborato dai ricercatori, volto a valutare il benessere generale, il supporto sociale percepito, l’ansia, la depressione, la solitudine e l’impatto percepito della pandemia sulla qualità della vita. La peculiarità di questa ricerca risiede nel confronto tra studenti internazionali e italiani, al fine di indagare eventuali differenze nel loro benessere, nei livelli di solitudine e nel supporto sociale percepito, nonché nel modo in cui la pandemia da COVID-19 ha influenzato la loro qualità della vita.
2. Un intervento integrato per promuovere il benessere e la connessione sociale tra gli studenti internazionali dell’Università degli Studi di Padova
La pandemia ha delineato nuove prospettive per lo sviluppo e l’implementazione degli interventi digitali nella pratica clinica quotidiana. Numerosi studi hanno infatti iniziato a valutare l’efficacia e l’usabilità degli interventi psicologici integrati (blended), che combinano modalità digitali e attività in presenza, in diverse popolazioni. Alla luce di ciò, questo studio mira a valutare l’usabilità e l’efficacia di un intervento psicosociale di gruppo in modalità integrata (blended), finalizzato ad affrontare l’isolamento sociale e la solitudine e a promuovere il benessere tra gli studenti universitari internazionali iscritti all’Università degli Studi di Padova.
1. Cipolletta, S., Ronconi, L., & Tomaino, S. (2025). Social support combats loneliness and promotes well-being among college students coming out of the COVID-19 pandemic. Frontiers in Psychology, 16, 1529795. DOI: 10.3389/fpsyg.2025.1529795
2. Tomaino, S. C. M., Venier, E., & Cipolletta, S. (2025). We are all in this together: Narratives of a blended intervention to support well-being and social connectedness in international students enrolled at an Italian university. Journal of Community & Applied Social Psychology, 35, e70059. DOI: 10.1002/casp.70059
3. Cipolletta, S., Tedoldi, I., & Tomaino, S. C. M. (2024). A blended group intervention to promote social connectedness and wellbeing among international university students: An exploratory study. Frontiers in Psychology, 15, 497544. DOI: 10.3389/fpsyg.2024.1497544
GenZero HPV: Conoscenze, percezioni, atteggiamenti e comportamenti vaccinali anti HPV tra i giovani adulti: un’indagine multicentrica
Sabrina Cipolletta e Andrea Ghiani

Progetto finanziato dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT)-Bando Ricerca Scientifica Sanitaria LILT 2024
L’infezione da Papilloma Virus Umano (HPV) rappresenta una delle principali cause di tumori prevenibili, tra cui quelli del collo dell’utero, dell’ano, del pene, della vulva, della vagina e dell’orofaringe. Nonostante la disponibilità di un vaccino sicuro ed efficace, l’adesione alla vaccinazione anti-HPV tra i giovani adulti rimane subottimale in Italia. Le differenze nei livelli di copertura vaccinale tra le diverse regioni italiane evidenziano inoltre il ruolo di fattori socio-culturali, informativi e psicologici nel determinare il comportamento vaccinale.
Il progetto GenZero HPV, promosso da LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) Padova in collaborazione con LILT Milano, LILT Firenze, LILT Oristano e LILT Campobasso, e con le Università degli Studi di Padova e di Milano, nasce con l’obiettivo di promuovere la vaccinazione anti-HPV tra i giovani adulti attraverso un’indagine multicentrica volta a comprendere le conoscenze, le percezioni, gli atteggiamenti e i comportamenti vaccinali degli studenti universitari.
La ricerca prevede la conduzione di focus group, discussioni di gruppo guidate e finalizzati ad approfondire gli atteggiamenti personali e familiari verso la vaccinazione, le rappresentazioni del rischio e della salute, le differenze culturali e sociali, le fonti di informazione e disinformazione e le barriere pratiche o simboliche alla vaccinazione. I risultati della ricerca permetteranno di identificare le principali barriere cognitive, informative, psicologiche e culturali associate all’esitanza vaccinale e potranno contribuire allo sviluppo di campagne di prevenzione più mirate e capaci di raggiungere anche gruppi meno coinvolti, come la popolazione maschile e gli studenti internazionali. La ricerca rappresenta così un ponte tra l’ambito accademico e quello della prevenzione, contribuendo a una maggiore comprensione dei comportamenti vaccinali e alla progettazione di strategie di promozione della salute rivolte ai giovani adulti.
Altre ricerche
Ulteriori ricerche sono riportate nella pagina in inglese del sito.

